Fanculo,ambientalisti del cas…

L´Enel: nucleare in Puglia, si può fare

 Sonia Gioia

Sale di livello il braccio di ferro sul nucleare in Puglia. Dalla parte del futuro atomico l´Enel, che nel corso del festival dell´energia di scena a Lecce ha dichiarato “la strada dell´atomo, percorso ineludibile” per bocca del responsabile del nucleare Giancarlo Aquilani.
Dall´altra parte i Verdi che annunciano battaglia senza sconti: “Incombe sulla Puglia una nuvola nera”, ha detto Grazia Francescato a Bari, “vogliono fare il nucleare a Ostuni e vogliono fare sicuramente anche il deposito delle scorie». E ancora: «Voglio vedere chi se le piglia le centrali nucleari: se le prendano la Padania, e la Sardegna che ha votato Cappellacci e ora si becca due centrali; so che i sardi si arrabbieranno, ma ci dovevano pensare prima». L´assessore regionale al Diritto allo studio Domenico Lomelo, dal canto suo ribadisce il no pugliese al nucleare di vent´anni fa: “Il movimento – ha aggiunto – partì proprio dalla Puglia».
Basta con lo spauracchio di Chernobyl, basta con l´ideologia della paura, basta con le falsità. La rinuncia dell´Italia al nucleare nell´87 ha costretto Enel a investire all´estero, è ora di recuperare i ritardi accumulati. Per quanto mi riguarda il dibattito sulla localizzazione, Puglia, Ostuni, è un dibattito ozioso: per me, a fronte delle necessarie valutazioni, se venisse stimata l´esistenza dei requisiti utili, una centrale nucleare potrebbe essere istallata anche nel giardino di casa mia”. E´ la replica di Franco D´Eramo, responsabile Enel della comunicazione per Puglia e Basilicata, l´unico autorizzato a parlare, mentre i dirigenti tacciono. E´ il primo, a rompere il silenzio dietro il quale il colosso elettrico pare essersi barricato dal 24 febbraio scorso.
Mentre i presidenti di Francia e Italia siglavano il patto atomico che riapriva il capitolo chiuso oltre vent´anni fa con il referendum che fece del Belpaese penisola denuclearizzata, Enel e Edf siglavano un memorandum operativo per la costruzione in Italia di quattro centrali. D´Eramo replica a chi sostiene che la Puglia avrebbe “già dato” in termini di produzione energetica: “L´argomentazione di specie è quella della rinuncia, allo sviluppo e ai posti di lavoro. Sarà, s´intende, il governo a decretare i siti idonei ad ospitare le centrali, non saremo noi a metterci bocca, ma la Puglia deve competere anche su questo”. Dunque, il sito idoneo potrebbe essere anche Ostuni? “Ripeto, spetterà al governo decidere dove, ma ribadisco che il sito idoneo potrebbe essere anche il giardino di casa mia”.

festival dell’energia

Nucleare, scintille a Lecce
Assoelettrici contro Vendola

Il governatore: neanche la Nato ci potrà smuovere Zucconi: «Questione nazionale, non si decide in regione»

 

Il Ministro Stefania Prestigiacomo

 

Il confronto diret­to tra Nichi Vendola e Stefa­nia Prestigiacomo è rimanda­to. Il ministro dell’Ambiente ha disertato l’inaugurazione della seconda edizione del Fe­stival dell’Energia di Lecce perché impegnata a New York. Ma il botta e risposta tra il governatore della Regio­ne Puglia e il neo presidente (la nomina è stata ratificata proprio ieri nel corso dell’as­semblea tenutasi, per l’occa­sione, a Lecce) di Assoelettri­ca Giuliano Zuccoli non è sta­to meno scintillante. Anzi. Terreno di contesa, ovvia­mente, il nucleare. Da una parte – quella di Vendola – il «no aprioristico», «in Puglia non arriverà nem­meno se manderan­no l’esercito o la Nato», dall’altra ­quella di Zuccoli che, guidando As­soelettrica, rappre­senta circa 150 im­prese che operano nel libero mercato assicurando circa il 90% dell’energia elettrica generata sul territorio nazio­nale – «un’apertura necessa­ria, con la consapevolezza che il dibattito dovrà essere di portata nazionale e non lo­cale. E che serviranno tra le 6 e le 8 centrali nucleari». Co­me dire, insomma, che le istanze di Vendola e della Pu­glia contano fino a un certo punto. Quando gli si chiede quale energia vorrebbe fra 20 anni, il governatore pugliese co­mincia da ciò che non vorreb­be: «Nella spinta verso il futu­ro occorre dare anche uno sguardo al passato. E come ho già avuto modo di ricorda­re, 30 anni fa a Mosca mi op­posi a una centrale allora con­siderata gioiello: purtroppo non mi si diede quella ragio­ne che avevo: la centrale era Chernobyl». Stabilito che il nucleare in Puglia non arrive­rà «neanche con la Nato per­ché la regione, ma io penso anche l’Italia, è morfologica­mente interdetta a centrali di questo tipo e in più la Puglia ha già dato con Cerano e il via libera a due gasdotti», Vendola disegna un futuro fatto di sole e vento. «Peccato che alla Fiera dell’Energia so­lare di Verona, di qualche giorno fa, ci fossero pochi po­litici. Io c’ero e ho visto i pas­si avanti che sono stati fatti in quel campo. L’energia del futuro non potrà che essere dolce, legata al fabbisogno, con pannelli solari che rico­prono gli edifici, con le pale eoliche off-shore. La grande occasione che ci viene offerta è questa: riuscire per la prima volta a coniugare il business delle imprese e la tutela del­l’ambiente. Non lasciamocela scappare». L’intervento di Vendola non è sta­to immediatamen­te contrastato da quello di Zuccoli. A fare da cuscinet­to le dichiarazioni soft del sindaco di Lecce Paolo Perro­ne, dell’assessore provinciale all’Am­biente Gianni Ser­gi e di Marco De Giorgi, segre­tario generale del ministero dell’Ambiente. Per Perrone, «l’energia fra 20 anni dovrà essere parteci­pata, con le comunità che pos­sano dire la loro e per questo è necessario che abbiano una adeguata conoscenza»; per Sergi, «servirà un mix tra energie rinnovabili e fossili, con un crescente sbilancia­mento verso il solare»; per De Giorgi serve una maggio­re collaborazione tra livelli di governo con l’ambiente non più visto come limite alla cre­scita ma come parte integran­te di uno sviluppo sostenibi­le ». Un crescendo di dichiara­zioni che a partire dal no sec­co al nucleare di Vendola si è spostato prima verso il nì e quindi al sì pieno di Zuccoli. Che pure parte da lontano: «È possibile immaginare che la società occidentale possa ri­durre del 50% l’energia utiliz­zata? Evidentemente no, per­ché solo l’energia libera l’uo­mo e la donna dalla fatica. Cent’anni fa sulle Alpi c’era­no molti più alberi di adesso: nel secolo scorso è stato uti­lizzato in primo luogo il le­gname per produrre energia, poi gli idrocarburi. Se nel fu­turo l’utilizzo di energia è de­stinato ad aumentare e le fon­ti di approvvigionamento a diminuire, come si potrà pro­durre più energia elettrica senza inquinare e a basso co­sto? A questa domanda non c’è una sola risposta. Ma tra queste c’è il nucleare che do­vrà essere un’avventura na­zionale e non locale. La scelta dei siti non può essere bana­­lizzata, è complicata. L’esem­pio fatto da Chernobyl è mol­to particolare e di certo noi non vogliamo copiare l’ex Unione sovietica. L’argomen­to deve essere affrontato met­tendoci tutti attorno a un ta­volo nella consapevolezza che in Italia occorrono 10mila MW dal nucleare: se si seguirà il modello francese, con centrali da 1.600 MW, ne serviranno 6; se si seguirà quello statunitense da 1.200 MW, ne occorreranno 8». A mediare tra le due opzio­ni opposte di Vendola e Zuc­coli ha provato il rettore del­l’Università del Salento Dome­nico Laforgia: «Oggi una fami­glia media, dal punto di vista dell’agiatezza, vive come una dell’antico Egitto con a dispo­sizione 50 schiavi. Indietro, quindi, non si può tornare. Detto questo e sottolineato che la Puglia ha già scontato un ritardo nello sviluppo energetico di quasi 50 anni ­dal 1910 al 1958, anno in cui si impiantò la prima centrale termoelettrica da 68 MW a Ba­ri – per il futuro serviranno energia pulita e rinnovabile, con il petrolio che dovrà esse­re sostituito dal metano, con il carbone che non potrà scomparire, con tante distese di pale eoliche off-shore, con l’avvio dell’era dell’idrogeno nei trasporti, con solare e fo­tovoltaico ulteriormente svi­luppati, biomasse nel rispet­to dell’agricoltura e anche il nucleare. Quello di nuova ge­nerazione che possa avvici­narsi il più possibile alla fu­sione nucleare del sole». A Vendola, invece, basta solo l’ultima parola: «È sufficiente il sole».

Michelangelo Borrillo

Fanculo,ambientalisti del cas…ultima modifica: 2009-05-17T21:14:00+02:00da alibaba41
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento